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Novità legislative interne

di Ada Famiglietti e Federico Lucariello

DISPOSIZIONI DI MODIFICA DELLA DISCIPLINA IN MATERIA DI GIUDIZI DI IMPUGNAZIONE IN ATTUAZIONE DELLA DELEGA DI CUI ALL’ART. 1, COMMI 82, 83 E 84, LETT. F), G), H), I), L) E M), DELLA L. 23 GIUGNO 2017, N. 103

di Ada Famiglietti

(D.lgs. 6 febbraio 2018, n. 11)

Il d.lgs. 6 febbraio 2018, n. 11 (G.U., 19 febbraio 2018, n. 41), porta a compimento la riforma dei giudizi di impugnazione, in attuazione della delega contenuta nella l. n. 103 del 2017. L’intervento di modifica, che dedica particolare attenzione all’appello, è relativo alla legittimazione soggettiva e oggettiva ad impugnare.

In primo luogo, nell’art. 568 c.p.p., dedicato ai principi generali delle impugnazioni, norma di contemperamento tra la struttura oggettiva dei rimedi e la legittimazione soggettiva, si introduce un comma 4-bis. Si prevede la possibilità per il pubblico ministero di proporre impugnazione diretta a conseguire effetti favorevoli all’imputato solo con ricorso per cassazione. Non stupisce la collocazione sistematica della disposizione, inserita subito dopo la norma concernente l’interesse all’impugnazione. Si accentua, infatti, il ruolo di parte dell’organo di accusa, determinando conseguenze non soltanto sulla legittimazione all’appello ma anche sull’interesse, requisito di ammissibilità. Si completa, pertanto, il disegno di riduzione della legittimazione del p.m. all’appello ai soli casi in cui esprime il ruolo di parte antagonista dell’imputato.

Il decreto in esame riduce l’area della legittimazione all’appello sia per il pubblico ministero sia per l’imputato, al fine di equiparare il sacrificio in termini di accesso all’impugnativa. In questa prospettiva è stato valorizzato il ruolo di parte del pubblico ministero che può presentare appello avverso tutte le sentenze di proscioglimento, in ossequio al principio di obbligatorietà dell’azione penale.

Le sentenze di condanna, invece, sono appellabili dal pubblico ministero soltanto nelle ipotesi di modifica del titolo del reato, esclusione della [continua ..]

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