colamussi

home / Archivio / Fascicolo / Corte europea dei diritti dell'uomo

indietro stampa articolo indice leggi articolo leggi fascicolo


Corte europea dei diritti dell'uomo

Sommario:

Riesame della liceitÓ della detenzione e status di latitante - Mutamento del giudice e violazione del principio di immediatezza - Illegittima limitazione del diritto alla difesa tecnica


Riesame della liceitÓ della detenzione e status di latitante

(Corte e.d.u., 5 settembre 2019, Rizzotto v. Italia) Nel caso in esame, la Corte e.d.u. ha dichiarato la violazione dell’art. 5 § 4 Cedu, riguardante il diritto ad un rapido riesame della liceità della detenzione ante iudicatum. All’odierno richiedente non è mai stata data la possibilità di presentare personalmente la propria domanda di riesame, poiché al momento dell’emissione della misura egli non era rintracciabile: il gravame era stato proposto da un difensore d’ufficio, all’insaputa del ricorrente, mentre lo stesso era, appunto, irreperibile. La Corte ribadisce, in questo modo, che la garanzia fondamentale che traspare dall’art. 5 § 4 Cedu è il diritto ad un’audizione rapida ed efficace da parte del Tribunale addetto al riesame. Il caso vede coinvolto un cittadino italiano, indagato in diversi procedimenti penali per traffico di stupefacenti. Nel settembre 2010, il Gip di Palermo disponeva la custodia cautelare nei confronti dell’odierno istante a causa dei numerosi procedimenti pendenti riguardanti la cessione di droga, dei gravi indizi di colpevolezza e delle preminenti esigenze cautelari nei suoi confronti. L’interessato si trovava, però, in uno stato di irreperibilità: il Gip provvedeva, quindi, a dichiararlo latitante e veniva a lui assegnato, nel contempo, un difensore d’ufficio, sulla scorta dell’art. 296, comma 2, [continua ..]

» Per l'intero contenuto effettuare il login inizio


Mutamento del giudice e violazione del principio di immediatezza

(Corte e.d.u., 25 luglio 2019, Svanidze v. Georgia) Nella pronuncia in esame, la Corte di Strasburgo ravvisa una violazione del principio di immediatezza e, di conseguenza, una inosservanza dell’art. 6 § 1 Cedu. Il caso riguarda il ricorso di un medico georgiano, accusato di colpa professionale. A processo iniziato, una volta giunti alla conclusione della fase istruttoria, il giudice mutava per ragioni di salute. L’istante lamentava che il coinvolgimento di un magistrato supplente fosse contrario ai principi della Convenzione, ed in particolare a quello di immediatezza, considerato che il nuovo giudice lo aveva condannato, utilizzando esclusivamente le trascrizioni delle testimonianze senza avere assistito all’esame orale dei consulenti tecnici e dei testimoni. Al momento degli eventi, il ricorrente era a capo del dipartimento ginecologico dell’Ospedale di Mtskheta. Nella mattinata del 22 settembre 2005, una paziente veniva portata al nosocomio a causa di un forte dolore addominale. Due medici in servizio le diagnosticavano, sin da subito, un’endometriosi acuta post-aborto e una peritonite pelvica. Subito dopo, il medico visitava la paziente e constatava che le sue condizioni di salute erano rapidamente peggiorate, decideva, così, di trasferirla nel reparto di terapia intensiva. Successivamente, la degente subiva due ecografie agli ultrasuoni, le quali facevano intuire la necessità di una operazione [continua ..]

» Per l'intero contenuto effettuare il login inizio


Illegittima limitazione del diritto alla difesa tecnica

» Per l'intero contenuto effettuare il login inizio


  • Giappichelli Social