argomento: de jure condendo - mezzi di prova e di ricerca della prova
» visualizza: il documento (C. 3025)Keywords: utilizzabilità risultati intercettazioni in procedimenti diversi
di Elena Andolina
In data 16 settembre 2026 è stata assegnata alla Commissione Giustizia della Camera la p.d.l. C. 3025, d’iniziativa dell’onorevole Cafiero De Raho, recante “Modifica all'articolo 270 del codice di procedura penale in materia di utilizzo dei risultati delle intercettazioni in altri procedimenti”. L'attuale formulazione dell'articolo 270 c.p.p., come novellato dalla legge 9 ottobre 2023, n. 137, limita l'utilizzabilità delle intercettazioni in procedimenti diversi ai soli delitti per i quali è previsto l'arresto obbligatorio in flagranza. L’eliminazione del precedente richiamo ai reati indicati dall’art. 266 c.p.p. ha determinato un significativo arretramento dell'efficacia investigativa, nelle indagini concernenti la criminalità organizzata, il terrorismo e numerose forme di criminalità economica a esse strettamente connesse. Alla luce delle rilevanti criticità applicative della disciplina vigente autorevolmente segnalate dalla Procura nazionale antimafia e antiterrorismo, la presente proposta intende ripristinare il criterio già accolto dall'ordinamento prima della riforma operata con l. n. 137 del 2023 al fine di ristabilire un equilibrato contemperamento tra la tutela della riservatezza delle comunicazioni e le esigenze di giustizia. Si prevede, pertanto, l'utilizzo dei risultati delle intercettazioni in procedimenti diversi non soltanto con riferimento ai delitti per i quali è obbligatorio l'arresto in flagranza, ma anche per tutti i reati per i quali il legislatore aveva già ritenuto ammissibile il ricorso alle intercettazioni ai sensi dell’articolo 266 c.p.p.