argomento: de jure condendo - cosa giudicata
» visualizza: il documento (C. 2846)Keywords: ingiusta detenzione - risarcimento del danno - riparazione errore giudiziario - priorità nella trattazione dei processi
di Elena Andolina
È stata assegnata alla Commissione Giustizia della Camera la proposta di legge C. 2846, d’iniziativa dell’onorevole Pittalis, recante “Modifiche al codice di procedura penale e alle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del medesimo codice, in materia di provvedimenti in favore delle persone sottoposte a ingiusta detenzione”. Dal momento dell'assoluzione, del proscioglimento o della revisione di una condanna fino al riconoscimento del risarcimento del danno procurato possono passare molti anni di talché chi è già stato vittima della cosiddetta «malagiustizia» si può trovare in una condizione drammatica anche dal punto di vista economico, perché privo delle risorse necessarie. Obiettivo della presente proposta è quello di assicurare mezzi di sussistenza immediati a chi, dopo la detenzione, si ritrova spesso in condizioni di indigenza e stigmatizzazione sociale, senza dover attendere i tempi lunghi dei risarcimenti ordinari. In tale ottica, la p.d.l. procede alla modifica di alcune disposizioni del c.p.p. e delle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del medesimo codice, prevedendo: a) l’erogazione di una rendita mensile di importo pari al doppio dell'assegno sociale, ossia circa 1.000 euro, in favore di chi riceve una sentenza di proscioglimento o un provvedimento di archiviazione dopo aver subìto la custodia cautelare; b) la limitazione della durata del sostegno economico, prevedendo la corresponsione della rendita mensile fino al riconoscimento formale della riparazione per ingiusta detenzione o fino a un eventuale processo di revisione; c) l’estensione ai procedimenti di riparazione per ingiusta detenzione e per errore giudiziario, di cui rispettivamente agli articoli 315 e 646 c.p.p., delle disposizioni in materia di priorità nella formazione dei ruoli di udienza e nella trattazione dei processi, per rendere più veloci le procedure di risarcimento e innalzare il tetto massimo degli indennizzi.