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24/03/2021
Ulteriori interventi per prevenire e contrastare la violenza di genere e sui minori

di Marilena Colamussi

argomento: de jure condendo - misure cautelari

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PAROLE CHIAVE: misure cautelari - misure pre-cautelari - violenza di genere - violenza sui minorenni - intercettazioni di comunicazioni


COMMENTO

Il 22 marzo 2021 è stata assegnata alla II Commissione giustizia in sede referente la proposta di legge C. 2680, promossa dagli Onorevoli Ascari ed altri, recante "Modifiche al codice penale, al codice di procedura penale e altre disposizioni per la prevenzione e il contrasto della violenza di genere e della violenza sui minori".

Incisive e variegate le novità che si intendono introdurre in ambito processuale e sostanziale, oltre che nel settore della giustizia civile. Comune denominatore è la volontà di contrastare la violenza di genere e quella sui minorenni inasprendo, tra l’altro, le misure adottate con la legge n. 69/2019 (“Codice rosso”).

Il disegno di legge dilata l’orbita applicativa delle intercettazioni di conversazioni o comunicazioni telefoniche e telematiche, estendendola alle fattispecie di <<maltrattamenti contro familiari e conviventi>> (art. 572 c.p.), <<pornografia minorile>> (art. 600-ter c.p.), <<detenzione di materiale pornografico>> (art. 600-quater c.p.) e <<adescamento di minorenni>> (art. 600-undecies c.p.).

Nel sistema cautelare, non solo si estende l’operatività delle misure dell’<<allontanamento dalla casa familiare>>(art. 282-bis c.p.p.) e del <<divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa>> (art. 282-ter c.p.p.), ma risulta anche snellito l’iter applicativo, onde consentirne un accesso più immediato.

La proposta di legge C. 2680 prevede, inoltre, l’introduzione di una inedita misura pre-cautelare, rappresentata dal <<fermo di indiziato dei delitti di maltrattamenti contro familiari e conviventi, di violenza sessuale, di corruzione di minorenne, di minaccia e di atti persecutori>> (art. 384-ter c.p.p.).

Piccoli correttivi anche in ambito sostanziale, tra cui spicca la nuova fisionomia del <<delitto tentato>>, nonché le misure di attuazione tese a favorire percorsi di recupero destinati a soggetti condannanti per violenza di genere.

 

 



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