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Rassegna bibliografica

di Marilena Colamussi

AA.V.V., Giurisdizione penale, intelligenza artificiale ed etica del giudizio, Atti del convegno “Enrico de Nicola” del Centro nazionale di prevenzione e difesa (15 ottobre 2020 on line), Milano, Giuffrè Francis Lefebvre, 2021, pp. XXIX-850

L’intelligenza artificiale si sta imponendo a marce forzate nei più disparati settori della società post-moderna. Il fenomeno giuridico, con le sue peculiarità, è coinvolto nel percorso di modernizzazione, secondo prospettive d’indagine, volte al futuro, che hanno animato, il 15 ottobre 2020, una densa giornata di studi su Giurisdizione penale, intelligenza artificiale ed etica del giudizio, organizzata dal Centro Nazionale di Prevenzione e Difesa Sociale, nell’ambito dei Convegni di studio “Enrico de Nicola”, insieme al Dipartimento di Scienze Giuridiche “Cesare Beccaria” dell’Università degli Studi di Milano, i cui lavori sono raccolti in questo volume.

segue

Lo spettro dell’indagine è amplissimo. In primis, risulta approfondita la “pervasività” dell’intelligenza artificiale, rispetto al diritto, nel precipuo intento di smantellare la patina di apparente incompatibilità che il pregiudizio verso questo connubio ha probabilmente agevolato, fino ad oggi. Dalle origini leibniziane del “paradigma galileiano” si approda alla disamina delle potenzialità del supporto dell’A.I. all’atti­vità decisoria del giudice, con particolare attenzione alle ripercussioni delle nuovissime tecnologie sull’attività probatoria, nonché al delicatissimo tema del risk assessment, soppesando potenzialità e zone d’ombra della prognosi di pericolosità effettuata attraverso i sistemi di machine learning. La prospettiva comparatistica arricchisce l’indagine, offrendo spunti ricavati dall’esperienza americana.

Nel sistema cautelare, l’interazione tra processo penale e nuove tecnologie è fonte di garanzie; si tratta, in buona sostanza, del “controllo umano significativo”, inequivocabile filo conduttore dell’opera.

Se è vero che il caso Loomis ha rinvigorito il dibattito in tema di algoritmi predittivi, il volume ricorda che la questione non è pregnante esclusivamente oltreoceano. Infatti, la relazione sulla predizione nell’attività di polizia in Europa dimostra che l’A.I. è una realtà già pienamente operativa nella prevenzione del crimine, nel nostro Continente; in dettaglio, la certificazione “ISO” e i sistemi “GIOVE” e “MERCURIO” testimoniano di progressi già compiuti, anche se, talvolta, silenziosamente. Le riflessioni sulla configurabilità di una responsabilità penale propria dell’intelligenza artificiale intercettano pure l’attenzione degli studiosi di diritto sostanziale, perfettamente in linea con la vocazione interdisciplinare dei contributi al volume.

Le suggestioni etiche, insieme ai richiami al diritto dell’Unione Europea, e al G.D.P.R. nello specifico, connotano [continua ..]

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