Processo Penale e GiustiziaISSN 2039-4527
G. Giappichelli Editore

29/10/2026 - Corte e.d.u., 29 ottobre 2026, Lo Sicco c. Italia

argomento: corti europee - difesa

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Keywords: principio di legalità - prevedibilità del precetto penale - concorso esterno in associazione mafiosa

Una condanna penale è compatibile con il principio di legalità sancito dall'art. 7 Cedu solo se l’incriminazione era sufficientemente accessibile e prevedibile al momento dei fatti.

Quando la giurisprudenza nazionale presenta un contrasto profondo e persistente sull’esistenza stessa di una fattispecie criminosa, il requisito della prevedibilità difetta fino a quando tale contrasto non venga risolto in modo chiaro e conoscibile dagli interessati. In continuità con Contrada c. Italia (n. 3), la Corte ribadisce che il reato di concorso esterno in associazione mafiosa, pur fondato sugli artt. 110 e 416-bis c.p., non era prevedibile prima che le Sezioni Unite, con la sentenza Demitry del 1994, ponessero fine al precedente contrasto giurisprudenziale sul punto.

Nel caso di specie, il ricorrente era stato condannato per concorso esterno in associazione mafiosa in relazione a condotte poste in essere in larga parte nel periodo anteriore alla stabilizzazione giurisprudenziale del 1994. La Corte europea ha ritenuto che, a causa dell’incertezza allora esistente circa l’esistenza e i presupposti del reato, egli non potesse ragionevolmente prevedere di essere perseguito e condannato per tale titolo di reato. Pertanto, è stata accertata la violazione dell’art. 7 Cedu.