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20/02/2022
Si torna a parlare di criteri di priorità nell’esercizio dell’azione penale

di Marilena Colamussi

argomento: de jure condendo - azione penale e pubblico ministero

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COMMENTO

In data 11 febbraio 2022 è stata assegnata alla Commissione Giustizia della Camera la proposta di legge ordinaria C. 3085 recante “Delega al Governo in materia di determinazione dei criteri di priorità nell’esercizio dell'azione penale”, presentata dall’on. Bartolozzi.     

L’attuale assetto normativo, frutto di numerosi ripensamenti, prescrive che nella formazione dei ruoli di udienza e nella trattazione dei processi, i dirigenti degli uffici giudicanti debbano assicurare priorità assoluta ad una serie di fattispecie criminose di particolare allarme sociale, nonché processi a carico di imputati detenuti, espressamente indicati dall’art. 132-bis disp. att. c.p.p. Molteplici sono i valori in gioco, a partire dalle garanzie di difesa sociale, di inviolabilità della libertà personale, di presunzione di non colpevolezza e ragionevole durata del processo, di  rilevanza tale da giustificare una deroga di fatto al principio di obbligatorietà dell’azione penale (art. 112 Cost.).

Il tema torna all’attenzione del legislatore nel preciso intento di rivendicare la titolarità in ordine alla fissazione dei criteri di priorità nell'esercizio dell'azione penale. L'obiettivo è chiaramente quello di riportare nelle maglie del potere legislativo le suddette determinazioni, così da garantire il principio di uguaglianza sostanziale ed evitare inopportune ingerenze del potere giudiziario in materia.

La proposta di legge C. 3085 consta di un solo articolo con il quale si delega il Governo ad adottare, nel rispetto dei principi ivi stabiliti, «uno o più decreti legislativi aventi ad oggetto l’individuazione dei criteri per la determinazione delle priorità nell’esercizio dell’azione penale». 

I criteri guida stabiliscono un sistema piramidale di proposte motivate, formulate su iniziativa di ciascun procuratore generale di corte d’appello, previa audizione dei procuratori del distretto, utile a raccordare le scelte di priorità con i bisogni e, soprattutto, i fenomeni criminogeni più preoccupanti da fronteggiare sul territorio del distretto. Dette proposte motivate dovrebbero essere, successivamente, inviate al Procuratore generale presso la Corte di cassazione, il quale a sua volta le trasmetterebbe al Ministro della Giustizia, accompagnate da proprie osservazioni. Allo stesso Ministro della Giustizia sono destinate le proposte sui criteri di priorità e sui mezzi d’indagine suggeriti dal Ministro dell’interno e dal Ministro dell’economia e delle finanze, in considerazione della loro maggiore conoscenza dei fenomeni criminali. Sulla scorta delle informazioni acquisite, il Ministro della Giustizia dovrebbe sottoporre all’approvazione delle Camere un’unica proposta coerente e motivata in ordine alle priorità dal seguire.

 



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