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La riforma dei reati tributari: profili processuali. La confisca “riformata”: massima efficienza e garanzie minime

di Filippo Giunchedi, Professore associato di Diritto processuale penale - Università degli Studi Niccolò Cusano di Roma

L’ampliamento, mediante la conversione in legge n. 157/2019 del decreto-legge n. 123/2019, del catalogo delle ipotesi di confisca e, di conseguenza, del sequestro a questa finalizzata, se, da un lato, rende più efficace la lotta alla criminalità economica, dall’altro lato, rischia di generare “scorciatoie” probatorie poco rispettose dei principi del giusto processo.

PAROLE CHIAVE: confisca - reati tributari - confisca per i reati tributari - processo agli enti

Judicial profiles of the tax crime reform. The

The expansion, through the conversion into law n. 157 of 2019 of the decree-law n. 123 of 2019, of the catalog of confiscation cases and, therefore, the seizure to this aim, if, on onehand, it makes the fight against economic crime more effective, on the otherhand, it threatens to create "shortcuts" evidentiary little respect the principles of due process.

 

Sommario:

1. Il contesto di riferimento e le finalità del “decreto fiscale” - 2. La confisca “allargata”, nuovo (ed efficace) instrumentum per il contrasto all’eva­sio­ne fiscale - 3. Un modello che si allontana dal law in action - NOTE


1. Il contesto di riferimento e le finalità del “decreto fiscale”

Divenuta oramai formidabile strumento per la lotta alla criminalità economica, soprattutto se organizzata in forma associativa [1], l’ablazione va sempre più affinandosi sì da rispondere agli scopi a cui nel corso del tempo è stata destinata [2]. D’altronde la finalità impressa dal legislatore si fonda sul cercare di azzerare i vantaggi economici e patrimoniali conseguenti al reato. Detto altrimenti la previsione di sottrarre ai responsabili del reato i beni costituenti il risultato dell’attività criminosa viene a costituire un persuasivo deterrente [3]. Ma vi è di più, poiché una simile politica di contrasto al crimine risulta favorita da un reticolo normativo congeniale, in quanto la sua non particolare capillarità offre spazio per le incursioni della giurisprudenza la quale, negli anni, ha generato forme di confisca [4] - e sequestri a questa finalizzata - “liquide”, conseguenza dei contorni indefiniti di questi instrumenta che le rendono assai “affilate” proprio per l’assenza di una disciplina specifica che ne delimiti presupposti e garanzie [5]. Non a caso confisca e sequestro risultano disciplinati da poche norme di carattere generale che con difficoltà riescono a plasmarsi alle variegate applicazioni, incidendo sul piano della tipizzazione normativa con necessità di supplenza da parte del “diritto [continua ..]

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2. La confisca “allargata”, nuovo (ed efficace) instrumentum per il contrasto all’eva­sio­ne fiscale

Come spiegato, sul piano processuale lo strumento principale del decreto fiscale è costituito dall’am­pliamento del catalogo delle sanzioni patrimoniali applicabili a seguito di condanna - anche se conseguenza di patteggiamento della pena - per delitti tributari. In concreto, il legislatore, accanto alla confisca prevista dall’art. 12-bis d.lgs. n. 74/2000, mediante l’art. 12-ter ha importato nel microcosmo penale-tributario quella “allargata” - anche nella forma “per equivalente” - prevista dall’art. 240-bis c.p., applicabile a tutti i reati contemplati nel decreto - eccezion fatta per le figure criminose stagliate dagli artt. 10-bis e 10-ter in ordine alle quali non sia prevista la confisca allargata - quando superino determinate soglie [13], salvo che si tratti dei delitti di cui agli artt. 4 e 10 per i quali è possibile l’ablazione in discorso indipendentemente dall’entità della somma oggetto di evasione fiscale. Confisca anticipabile già in fase di indagine mediante il sequestro preventivo previsto dall’art. 321, comma 2, c.p.p. È indubitabile, quindi, che la forma di confisca introdotta abbia ampliato il campo di azione del­l’abla­zione, soprattutto se si pensa che ora sarà anche possibile colpire direttamente la società nel cui interesse siano stati commessi i reati tributari a seguito [continua ..]

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3. Un modello che si allontana dal law in action

I descritti aspetti costitutivi sembrerebbero svincolare la confisca “allargata” e il relativo sequestro preventivo applicati al sistema penale tributario dai principi informatori dettati in generale per il microcosmo delle ablazioni. Certamente nelle intenzioni del legislatore vi è quello di coniare un modello che tenda a semplificare l’adprehensio per un più efficace contrasto all’evasione fiscale ed il fatto stesso di utilizzare lo strumento della confisca “allargata” prevista dall’art. 240-bis c.p. ne è la riprova. Ciò, però, non deve annichilire un drafting giurisprudenziale costituente l’avamposto per rendere la confisca, anche nella forma “allargata”, sia diretta che per equivalente, rispettosa dei principi espressi da Corte europea dei diritti del­l’Uo­mo, Corte costituzionale e Sezioni Unite. Procedendo diversamente si rischierebbe di tracimare in discrezionalità assimilabile all’arbitro [23]. D’altronde, in letteratura si è prefigurato un quadro non tranquillizzante sul piano degli strumenti disponibili, idonei ad influire negativamente sui diritti di proprietà e di iniziativa economica [24]. Infatti, una violazione tributaria di modesta gravità e circoscritta ad un limitato arco cronologico potrebbe costituire l’occasione per aggredire l’intera consistenza patrimoniale del [continua ..]

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NOTE

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