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Indagini preliminari e intelligenza artificiale: efficienza e rischi per i diritti fondamentali

di Michele Pisati, Dottorando di ricerca in Diritto processuale penale - Università Cattolica del Sacro Cuore

Il ricorso alle tecnologie di intelligenza artificiale nelle indagini preliminari consente maggiore efficienza e celerità nell’attività di analisi di grandi masse di informazioni. Al contempo rivela rischi non trascurabili per le garanzie fon­damentali dell’accusato. È muovendo anche da questo assunto che la Commissione europea, in un documento del febbraio 2020 (“Libro bianco sull’intelligenza artificiale”), ha sollecitato la comunità, anche scientifica, al dibattito. La presente analisi intende fornire alcuni spunti di riflessione sulle implicazioni sistematiche del­l’im­pie­go di tali strumenti nelle indagini preliminari, con particolare riferimento al diritto di difesa e alla data protection.

Artificial intelligence and criminal investigations: efficiency and risks for fundamental rights

Criminal investigations benefit from AI applications, especially in terms of efficiency; though, various risks are related to the use of AI in law enforcement activity. Thus, the European Commission delivered a White Paper, in February 2020, launching a broad consultation on AI. The following analysis underlines some key issues about the use of AI in criminal investigations, addressing notably the fundamental rights of defence and data protection.

Premessa

Lo svolgimento di compiti di tradizionale spettanza umana da parte di macchine, che emulano capacità cognitive e operano mediante algoritmi senza la costante guida dell’uomo, è ormai parte integrante della realtà quotidiana. Non può sfuggire la varietà di applicazioni pratiche delle tecnologie di intelligenza artificiale in tutti i settori della società, pubblici e privati, financo domestici.

Era dunque facile prevederne l’approdo nelle attività di prevenzione e perseguimento dei reati (cd. criminal law enforcement); ed è ragionevole attendersi un incremento degli utilizzi e un miglioramento delle potenzialità dei sistemi d’intelligenza artificiale nel settore de quo, alla luce dell’at­ten­zio­ne e degli investimenti a essi dedicati dagli attori pubblici e delle riflessioni di operatori e studiosi del diritto [1].

A sottolineare l’attualità del tema per la giustizia penale, nonché la necessità di fare il punto su alcune questioni problematiche, è stata, da ultimo, la Commissione europea, con la pubblicazione del “Libro bianco sull’intelligenza artificiale [2].

La domanda di efficienza, a cui risponde l’automatizzazione [continua ..]

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