Processo Penale e GiustiziaISSN 2039-4527
G. Giappichelli Editore

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Rassegna bibliografica (di Erica Sangiovanni e Violette Sirello)


AA.VV., Riassetti della penalità, razionalizzazione del procedimento di primo grado, giustizia riparativa, a cura di E.M. Catalano-R.E. Kostoris-R. Orlandi, vol. II, Torino, Giappichelli, 2023, pp. IX-428

Il secondo volume collettaneo di una trilogia dedicata alla riforma della giustizia penale è incentrato sul procedimento penale di primo grado, a cui sono dedicati i capitoli centrali, ma contiene anche riflessioni critiche sulle modifiche attinenti al diritto penale sostanziale che, nel disegno riformista dovrebbero contribuire a ridurre sensibilmente il carico di lavoro degli uffici giudiziari. Una parte importante è, inoltre, dedicata alla giustizia penale riparativa, la vera novità della riforma. L’opera si chiude con le opinioni di operatori, difensore, pubblico ministero, giudice per le indagini preliminari e dell’udienza preliminare, giudice del dibattimento collegiale e monocratico, chiamati ad evidenziare, alla luce della propria esperienza professionale, i tratti maggiormente apprezzati e/o criticati della riforma.

Il volume si apre con un’analisi dedicata agli istituti di duplice matrice sostanziale e processuale: il proscioglimento per la particolare tenuità del fatto, oggetto di una modifica che ne ha esteso l’ambito applicativo, rispetto a quanto previsto dal d.lgs. n. 28/2015; la disciplina della pena pecuniaria modificata allo scopo di accrescerne la concreta applicabilità; l’istituto della messa alla prova, ora esteso a molti reati che prima non l’ammettevano e, infine, la disciplina dei reati perseguibili a querela, peraltro oggetto di un successivo intervento correttivo ad opera della l. n. 60/2023. Una attenta riflessione è dedicata al tema della gestione telematica del processo penale. Già da tempo sperimentato in altri ambiti giurisdizionali (civile, amministrativo e tributario), il processo telematico, complice anche la pandemia che ha permesso di sperimentarne l’utilizzo, approda anche in ambito penale, superando le iniziali e forti resistenze causate dalla delicatezza degli interessi in gioco. La riforma Cartabia interviene sul punto, modificando o abrogando il 43,75% del corpus normativo del libro II c.p.p., dedicato agli Atti. La digitalizzazione apre, dunque, nuove e significative opportunità, potendo contribuire all’auspicata attuazione del principio della massima semplificazione nello svolgimento del processo lungo tre direttrici: la prima riguarda la formazione, la trasmissione, la conservazione e l’accesso digitale agli atti; la seconda attiene alla partecipazione a distanza; la terza investe le notificazioni. L’analisi poi affronta il tema delle indagini preliminari. Qui la riforma ha apportato numerose modifiche, accomunate da due obiettivi strategici: ci si propone in primis di riscrivere la disciplina sui limiti temporali della fase sì da renderli più stringenti e controllabili. A tale scopo gli interventi riguardano, in particolare, le nuove norme sulla registrazione delle notizie di reato e l’attribuzione al giudice del potere di verificarne l’effettivo rispetto, anche attraverso il potere di retrodatare l’iscrizione tardiva o addirittura omessa. Il secondo obiettivo consiste nel rendere più selettivo il filtro dell’archiviazione, verso cui il p.m. dovrà indirizzarsi ogni qual volta gli elementi acquisiti non consentono di formulare una ragionevole probabilità di condanna. L’auspicio è quello di ridimensionare il numero delle richieste di rinvio a giudizio destinate a sfociare in una sentenza assolutoria. Non si trascurano, infine, le previsioni in tema di documentazione degli atti a contenuto dichiarativo. È previsto, infatti, ogni qual volta sia possibile, che la redazione del verbale sia accompagnata dalle riproduzioni audiovisive o fonografiche, conferendo, dunque, a tali atti investigativi maggior peso nella fase successiva al giudizio. Il capitolo successivo [continua..]

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