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Il pubblico ministero europeo, tra poteri investigativi nazionali e regole probatorie 'in bianco'

di Giulia Fiorelli

Il contributo offre un commento al Regolamento (UE) 2017/1939 del 12 ottobre 2017, istitutivo della Procura euro­pea, soffermandosi, in particolare, sulle problematiche derivanti dallo svolgimento di indagini transfrontaliere e dal riconoscimento di prove “allogene” nei singoli Stati membri, in assenza di poteri investigativi uniformi e di nor­me minime europee in tema di ammissibilità reciproca delle prove.

Il presente contributo è destinato agli Atti del Convegno “Interessi finanziari dell’Ue e giustizia penale. Colloquio Italo-Spa­gno­lo”, tenutosi presso l’Università degli Studi di Milano, in data 4 maggio 2018.

PAROLE CHIAVE: procura europea - Regolamento (UE) 2017/1939 - fase investigativa - ammissibilità della prova

The European Public Prosecutor, between investigatory national powers and 'undefined' rules of evidence

The paper offers an analysis of the Council Regulation (EU) 2017/1939 of 12 October 2017, which has established the European Public Prosecutor’s Office, focusing on the cross-border investigations and the recognition of “foreign” evidence in each member State, since no uniform investigatory powers and minimum European rules on the mutual admissibility of evidence have been set forth.

Sommario:

L’assetto della fase investigativa “europea” e la supremazia della normativa “nazionale” - Il regime di (reciproca) ammissibilità delle prove raccolte dalla Procura europea: alla ricerca di un difficile equilibrio tra lex loci e lex fori - La circolazione della prova all’interno della ”area pif”: quale sorte per le regole di esclusione nazionali? - NOTE


L’assetto della fase investigativa “europea” e la supremazia della normativa “nazionale”

Lo scarso entusiasmo con cui è stata accolta, nel panorama dottrinale [1], la definitiva approvazione del Regolamento istitutivo della Procura europea (European Public Prosecutor’s Office, da cui l’acronimo EPPO) [2], sembra tradire l’insoddisfazione per la soluzione di “compromesso” adottata dal testo, ben lontana dai propositi iniziali. Invero, la progressiva concentrazione delle funzioni inquirenti in capo ad un organismo sovranazionale «indivisibile» [3], seppur limitatamente ai reati concernenti gli interessi finanziari dell’Unione europea, non è stata accompagnata dall’elaborazione di un adeguato corpus di regole procedurali uniformi e condivise dagli Stati membri afferenti all’EPPO. Il che rischia di generare alcuni delicati problemi di coordinamento e coerenza tra le soluzioni adottate dal Regolamento istitutivo della Procura europea e il diritto nazionale degli Stati membri in cui si svolge l’indagine o viene esercitata l’azione penale. È, in particolare, sul terreno della raccolta e formazione della prova nei singoli Stati membri che la mancata armonizzazione delle normative nazionali provoca le maggiori distonie, potendo ostacolare, di fatto, la libera circolazione del materiale probatorio, almeno per quanto riguarda l’area costituita dai reati di competenza del nuovo organismo. Due sono, allora, gli interrogativi che questa [continua ..]

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Il regime di (reciproca) ammissibilità delle prove raccolte dalla Procura europea: alla ricerca di un difficile equilibrio tra lex loci e lex fori

Le maggiori distorsioni, provocate da un simile «patchwork normativo» [18], congenito allo svolgimento di indagini transfrontaliere, si registrano sul terreno dell’ammissibilità delle prove raccolte dal Pubblico ministero europeo, quando l’esecuzione delle misure investigative avviene con modalità differenti da quelle previste nello Stato in cui opera il Procuratore incaricato del caso e, cioè, nello Stato ove si svolgerà il giudizio. Invero, ogni qualvolta il compimento delle attività investigative fuoriesca dal territorio dello Stato in cui si celebrerà il dibattimento [19], la disomogeneità della disciplina applicabile alle indagini “europee” rischia di ostacolare la libera circolazione del materiale probatorio, potendo indurre il giudice ad escludere prove raccolte sulla base di regole procedurali diverse da quelle in cui si instaura il giudizio. Non è nuova, del resto, la ritrosia manifestata dagli Stati membri ad ammettere l’ingresso nel proprio ordinamento di dati probatori “allogeni”, in ragione delle divergenze sussistenti tra le tradizioni giuridiche nazionali [20], soprattutto per quanto concerne le garanzie difensive in fase di indagine e l’ap­plicazione del principio di oralità-immediatezza nella formazione della prova. Appare, allora, interessante comprendere in che modo il Regolamento tenti di preservare le [continua ..]

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La circolazione della prova all’interno della ”area pif”: quale sorte per le regole di esclusione nazionali?

Dal quadro finora tratteggiato è agevole desumere che la scelta operata dal Regolamento in tema di circolazione transnazionale del materiale probatorio, trascurando una preventiva opera di “unificazione normativa”, finisce per riservare all’attività interpretativa del giudice una posizione di assoluto rilievo. La reciproca ammissibilità delle prove resta, invero, affidata esclusivamente alla valutazione del giudice, attraverso una delicata opera di bilanciamento tra le regole probatorie elaborate dalle leggi dello Stato nel quale le prove sono state raccolte (lex loci) e le garanzie ritenute - in virtù della clausola di salvaguardia dei diritti fondamentali - come essenziali dalle leggi dello Stato nel quale le prove suddette dovrebbero essere ammesse (lex fori) [37]. Il che rischia di aprire inediti scenari all’interpretazione creativa del giudice. Invero, l’esigenza di rispettare la legislazione interna, i diritti sanciti dalla Carta di Nizza e - nei limiti della “clausola di equivalenza” di cui all’art. 52, par. 3 della medesima Carta - i diritti garantiti dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo e dalla relativa elaborazione giurisprudenziale della Corte di Strasburgo, postula «un alto tasso di creatività del processo interpretativo» [38], in grado di espandere a dismisura la discrezionalità del giudice. In ciò sta il punto cruciale [continua ..]

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NOTE

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