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La via italiana alla procura europea nella delega per l'implementazione del Regolamento (UE) 2017/1939

di Elena Zanetti

Si avvicina la data (21 novembre 2020) a partire dalla quale diventerà operativa la Procura europea (EPPO), istituita con il Regolamento (UE) 2017/1939. L’Ufficio di Procura, organo indipendente dell’Unione a formazione progressiva, è competente ad investigare e a perseguire i reati che ledono gli interessi finanziari dell’Unione previsti dalla Direttiva (UE) 2017/1373 (c.d. Direttiva “PIF”). A tal fine EPPO svolge indagini, esercita l’azione penale ed esplica le funzioni di pubblico ministero dinanzi agli organi giurisdizionali competenti degli Stati membri per il tramite dei Procuratori europei delegati.

In vista dell’attivazione della Procura, gli Stati membri aderenti (attualmente ventidue, tra cui l’Italia) sono chiamati ad adeguare i rispettivi ordinamenti interni al Regolamento istitutivo. Grazie alla legge di delegazione europea 2018, il nostro Parlamento ha messo a punto i criteri direttivi per operare il necessario raccordo.

Il presente lavoro, dopo aver richiamato i tratti salienti della complessa struttura e dell’azione di EPPO, illustra i criteri di delega contenuti nell’art. 4 l. n. 117/2019 e le loro possibili ricadute sulla normativa vigente.

PAROLE CHIAVE: Direttiva PIF - EPPO - indagini transnazionali - procura europea - procuratore europeo

The Italian way to the European Public Prosecutor's Office in the delegation law implementing Regulation (EU) 2017/1939

It is approaching the date (21 November 2020) from which the European Public Prosecutor’s Office (EPPO), adopted by Council Regulation (EU) 2017/1939, will start working. The Prosecutor’s Office, an independent body of the Union of progressive composition, shall be responsible for investigating and prosecuting criminal offences affecting the financial interests of the Union which are provided for in Directive (EU) 2017/1373 (so-called “PIF” Directive). In this respect the EPPO shall carry out investigations, promote criminal proceedings and exercise the functions of prosecutor in the competent courts of the Member States by means of the European Delegated Prosecutors.

Because of the activation of the Prosecutor’s Office, the participating Member States (which are currently twenty-two, including Italy) will have to implement in their national legal systems the provisions of the founding Regulation. Thanks to the European Delegation Law 2018, the Italian Parliament has establishedthe necessaryguiding criteria to implement the Regulation.

This paper, after recalling the main features of the EPPO’s complex structure and action, deals with  the guidingcriteria set out in the article 4 of Law n. 117/2019 and their effects on current national law.

Sommario:

Al via l’adeguamento interno ad EPPO - L’identikit di EPPO - Le direttive per l’attuazione di EPPO - Note conclusive - NOTE


Al via l’adeguamento interno ad EPPO

Tra le deleghe per l’adeguamento della normativa interna alle disposizioni di regolamenti europei contenute nella legge di delegazione europea 2018 - l. 4 ottobre 2019, n. 117 [1] - un ruolo preminente per i futuri assetti della cooperazione giudiziaria all’interno dell’Unione spetta a quella relativa al Regolamento (UE) 2017/1939 istitutivo della Procura europea (European Public Prosecutor’s Office, EPPO) [2]. In tal senso, l’art. 4 della legge conferisce al Governo espressa delega ad emanare uno o più decreti legislativi volti ad armonizzare il diritto interno al nuovo Ufficio inquirente europeo, che entrerà in funzione non prima che siano decorsi tre anni dall’entrata in vigore del Regolamento (ovvero dal 21 novembre 2020), a seguito di apposita decisione della Commissione [3]. Con l’emanazione - il 12 ottobre 2017 - del Regolamento 2017/1939 si è concluso il pluriennale iter avviato nel 2001 a livello dell’Unione con la presentazione del Libro Verde sulla tutela penale degli interessi finanziari comunitari e sulla creazione di una Procura europea [4], e l’iniziativa è passata per i necessari ulteriori adempimenti a quello degli Stati membri interessati. Anche l’Italia è tra questi ultimi, avendo aderito alla procedura di cooperazione rafforzata decisa dal Consiglio europeo del 9-10 marzo 2017 [5], che ha condotto all’adozione [continua ..]

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L’identikit di EPPO

Per meglio apprezzare il raggio d’azione della legge delega e le ricadute sull’ordinamento interno dei principi in essa contenuti pare opportuno soffermarsi - sia pure per cenni - sugli aspetti qualificanti della Procura europea e su quelli, tra di essi, il cui raccordo con le vigenti previsioni interne pare più critico. Il Regolamento istitutivo conferisce ad EPPO lo status di organo dell’Unione dotato di personalità giuridica (art. 3 Reg. EPPO), che agisce nell’interesse dell’Unione ed è responsabile del suo operato dinanzi alle istituzioni europee (Parlamento, Consiglio, Commissione) alle quali è tenuto a presentare una relazione annuale (artt. 6 e 7 Reg. EPPO). L’Ufficio di procura, a formazione progressiva, beneficia inoltre di ampie garanzie di indipendenza sia rispetto agli Stati membri, sia rispetto ad organi, agenzie ed uffici dell’Unione (art. 6, § 1). Al pari di altri organismi già attivi nell’ambito della cooperazione giudiziaria europea - quale ad esempio Eurojust - EPPO si struttura secondo un doppio livello. Ad un livello centrale, di articolazione alquanto complessa, se ne affianca uno periferico e “diffuso" nei diversi Paesi membri aderenti [16]. Situata a Lussemburgo, la struttura centrale - cui afferiscono organi sia monocratici (Procuratore capo; Procuratori europei; Direttore amministrativo) sia collegiali (Collegio; Camere permanenti) (art. 8, [continua ..]

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Le direttive per l’attuazione di EPPO

Richiamati i connotati salienti dell’Ufficio della Procura europea e quelli della sua azione vanno ora illustrati i contenuti della delega. In aggiunta a quelli di portata generale forniti dall’art. 32 l. n. 234/2012 [41], sono sedici i criteri direttivi messi a punto dal Parlamento nella l. n. 117/2019 per orientare il Governo nell’adozione dei decreti delegati necessari ad adeguare l’ordinamento interno all’istituzione della Procura europea. A completamento di tali criteri (comma 3, lett. a-r), l’art. 4 contiene una norma transitoria (commi 4-9) dedicata alla procedura per la designazione, in fase di prima attuazione, dei candidati al carica di Procuratore europeo, in attesa dell’entrata in vigore delle previsioni adottate in attuazione della direttiva ad hoc indicata alla lett. a) [42]. Ad uno sguardo d’insieme è possibile ripartire le direttive in ragione del diverso settore d’inter­ven­to, distinguendo i seguenti ambiti tematici: designazione dei candidati al ruolo di Procuratore europeo e di Procuratori delegati (lett. a-c); competenza della Procura europea (lett. i); coordinamento con i poteri degli organi della Procura europea (lett. d; e; f; l; n; o; q); poteri disciplinari della Procura europea (lett. g); valutazioni di professionalità (lett. h); obbligo di denuncia ad EPPO (lett. q); indagini [continua ..]

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Note conclusive

Sulla via dell’integrazione europea molte sono state le attese e le aspirazioni che hanno accompagnato l’istituzione della Procura europea. Allorché, con il varo del Regolamento istitutivo, EPPO ha preso forma definitiva molte di esse sono però andate deluse. Il venir meno di gran parte delle iniziali zone d’ombra presenti nei diversi progetti succedutisi durante la complessa fase di elaborazione del Regolamento - confluiti nella proposta COM (2013) 534 final [61] - non è valso a sopire le molte critiche suscitate dai profili problematici rilevati nel funzionamento del nuovo organismo europeo specie nella prospettiva della tenuta dei principi costituzionali e processuali [62]. L’assetto definitivo assunto dalla Procura ha poi provocato ulteriori censure sia per «la farraginosità della struttura» [63], sia per «un tasso di “europeizzazione”» ancora insufficiente [64]. Dall’analisi dei suoi meccanismi emerge, infatti, quanta parte abbiano gli Stati aderenti nell’azione della Procura, sia per il preponderante ruolo delle rispettive autorità nazionali, cui è demandata sul piano operativo la conduzione delle euroindagini, sia per la concreta incidenza dei diversi ordinamenti interni, alle cui regole - in assenza di norme procedurali comuni - esse sono soggette. In questo quadro, il passaggio rappresentato [continua ..]

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NOTE

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