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Giovanni Paolo Voena
Processo penale e mezzi di comunicazione di massa: un instabile stato dell’arte
Criminal trial and the mass media: an unsettled state of the art
Parole chiave: segreto investigativo, pubblicità dibattimentale, divieto di pubblicazione, legge delega n. 103 del 2017, privacy, mass media, diritto alla riservatezza, presunzione di non colpevolezza
I moderni mezzi di comunicazione di massa concentrano l’attenzione non più sul tardivo dibattimento ma sulle indagini preliminari. La disciplina del codice sul divieto di pubblicazione, labirintica e lacunosa, non impedisce la diffusione delle intercettazioni una volta caduto il segreto investigativo. Il conseguente pregiudizio del diritto alla riservatezza dei terzi estranei coinvolti, ma pure dell’imputato per fatti estranei all’addebito, è ora contrastato da una complessa legge delega la cui attuazione rischia, però, di sacrificare l’effettività del diritto di difesa. Mentre le aggressioni mediatiche alla presunzione di innocenza paiono destinate a finire per opera di una direttiva europea, manca ancora una tutela efficace per l’imparzialità del giudice.
Modern media no longer focus their attention on late coming trial but rather on preliminary investigations. The discipline of the code prohibiting the public disclosure of investigative materials is labyrinthine and incomplete and it does not prevent the circulation of wiretapping once the investigative secret has fallen. The subsequent prejudice to the privacy of third parties involved in the trial and, at the same time, to the privacy of the accused, raising from facts irrelevant for the penal law, is now countered by a Parliament bill. However, the necessary implementation by the Government, as delegated legislator, risks to sacrifice the effectiveness of the defensive rights. While media aggressions to the presumption of innocence seems to be destined to end, thanks to an European directive, there is no effective protection for the impartiality of the judge yet.

