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"Nuovi" rapporti giurisdizionali con le autorità straniere: le modifiche al codice di procedura penale

di Simona Arasi

In un sistema sempre più globalizzato sorge l’esigenza di regolare i rapporti giurisdizionali con le autorità straniere. Tale esigenza, già avvertita in ambito sopranazionale, è stata recentemente “recepita” anche in Italia. Per fronteggiare tale situazione, nel corso degli ultimi anni, sono state emanate una pluralità di norme, interne e non. In questo quadro, emblematiche risultano le modifiche apportate al libro XI del codice di rito. Le scelte adottate dal legislatore, dirette alla razionalizzazione dei procedimenti ed al loro snellimento, nonché ad un incremento di tutela dei soggetti coinvolti, non risultano, però, del tutto condivisibili.

"New" jurisdictional relationships with foreign authorities: the modifications to criminal procedure codex

In an increasingly globalized system the need arises to regulate jurisdictional relations with foreign authorities. This need, already felt in the supranational context, has recently been “implemented” also in Italy. To cope this situation, in the course of the last few years, a plurality of rules have been issued, both internal and external. In this framework, the changes made to the XI book of the ritual code result emblematic. The choices adopted by the legislator, aimed at rationalizing the procedures and their streamlining, as well as an increase in the protection of the involved subjects, are not, however, fully shared.

 

NUOVI ASSETTI IN AMBITO EUROPEO ED INTERNO

Nel corso degli ultimi anni è divenuto sempre più incisivo il peso delle fonti sovranazionali e della giurisprudenza delle Corti europee sulla legislazione interna e sulle decisioni del giudice italiano [1].

In via esemplificativa si pensi al d.lgs. 15 febbraio 2016, n. 29, sulla prevenzione e la risoluzione dei conflitti relativi all’esercizio della giurisdizione nei procedimenti penali, che ha recepito la decisione quadro 2009/948/GAI [2]; al d.lgs. 15 febbraio 2016, n. 31, in tema di rafforzamento dei diritti processuali delle persone e promozione dell’applicazione del principio del reciproco riconoscimento alle decisioni pronunciate in assenza dell’interessato al processo, che ha attuato la decisione quadro 2009/299/GAI, a sua volta modificatrice delle decisioni quadro 2002/584/GAI, 2005/214/GAI, 2006/783/GAI, 2008/909/GAI e 2008/947/GAI [3]; al d.lgs. 15 febbraio 2016, n. 34, relativo alle squadre investigative comuni, che ha dato attuazione alla decisione quadro 2002/465/GAI [4]; al d.lgs. 15 febbraio 2016, n. 36, sull’applicazione tra gli Stati membri dell’UE del principio del reciproco riconoscimento alle decisioni sulle misure alternative alla detenzione cautelare, con il quale è stata [continua ..]

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