davi

home / Archivio / Fascicolo / Corte di giustizia UE

indietro stampa articolo indice leggi articolo leggi fascicolo


Corte di giustizia UE

di Francesca Dri e Elisa Grisonich

La corte di Giustizia estende le garanzie dell’art. 12, § 2, direttiva 2004/80/ce anche alle situazioni non contraddistinte dall’elemento della transnazionalità

(Corte di Giustizia UE, Grande Sezione, 16 luglio 2020, causa C-129/19)

di Francesca Dri

 La Corte suprema di cassazione italiana ha sottoposto all’esame della Corte di Giustizia dell’Unione europea due questioni pregiudiziali, riguardanti l’interpretazione dell’art. 12, § 2, della direttiva 2004/
80/CE del Consiglio, del 29 aprile 2004, relativa all’indennizzo delle vittime di reato (G.U.U.E. 6 agosto 2004, L 261, p. 15).

Tale istanza s’inscrive nell’ambito di una vicenda processuale piuttosto articolata, avente ad oggetto una violenza sessuale perpetrata in Italia ai danni di B.V., cittadina italiana residente sul territorio nazionale. Nonostante il relativo procedimento penale si sia concluso con la condanna degli autori del reato, B.V. non ha ottenuto alcun ristoro patrimoniale, poiché i predetti si sono resi latitanti, vanificando di fatto la pretesa risarcitoria della vittima. Quest’ultima, pertanto, ha citato in giudizio la Presidenza del Consiglio dei Ministri (nel prosieguo, la “Presidenza”) al fine di far dichiarare la responsabilità extracontrattuale della Repubblica italiana per non aver correttamente e integralmente dato attuazione agli obblighi derivanti dalla direttiva in parola, in particolar modo dall’art. 12, § 2, della stessa. Risultata soccombente in entrambi i gradi di merito, la Presidenza ha adito la Corte di cassazione, sostenendo che il provvedimento in questione non è fonte di diritti azionabili in via diretta da parte di un cittadino dell’Unione nei confronti del proprio Stato di residenza, atteso che esso si applica esclusivamente a situazioni caratterizzate dall’elemento della transnazionalità.

Il giudice del rinvio, pur condividendo tale considerazione, suffragata da un consolidato orientamento giurisprudenziale della Corte di giustizia (a titolo d’esempio, si veda C. giust. UE, 11 ottobre 2016, Commissione/Italia, C-601/14, punti 45 e 48-50), ha ritenuto tuttavia opportuno sollecitare l’intervento [continua ..]

» Per l'intero contenuto effettuare il login inizio


  • Giappichelli Social