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Novità legislative interne

di Ada Famiglietti

Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 30 aprile 2020, n. 28, recante misure urgenti per la funzionalità dei sistemi di intercettazioni di conversazioni e comunicazioni, ulteriori misure urgenti in materia di ordinamento penitenziario, nonché disposizioni integrative e di coordinamento in materia di giustizia civile, amministrativa e contabile e misure urgenti per l'introduzione del sistema di allerta Covid-19

(L. 25 giugno 2020, n. 70)

La l. 25 giugno 2020, n. 70 (G.U., Sr. gen., 29 giugno 2020, n. 162) ha convertito con modificazioni il d.l. 30 aprile 2020, n. 28 (G.U., Sr. gen., 30 aprile 2020, n. 111). La principale innovazione apportata nel corso dell'esame parlamentare è l'inserimento del contenuto del d.l. 10 maggio 2020, n. 29 (G.U., Sr. gen., 10 maggio 2020, n. 119), conseguentemente abrogato.

Altra importante modifica concerne l’anticipazione della fine dell’emergenza sanitaria al 30 giugno 2020, con l’intervento sulle disposizioni relative alla sospensione dell’attività giudiziaria introdotte dal d.l. 17 marzo 2020, n. 18 (G.U., Sr, gen., 17 marzo 2020, n. 70), in combinato disposto con l’art. 36, d.l. 8 aprile 2020, n. 23 (G.U., Sr. gen., 8 aprile 2020, n. 94). In considerazione sia della positiva evoluzione dell’emergenza sanitaria, sia delle sollecitazioni provenienti dal mondo forense, si stabilisce che le misure previste dall’art. 83, commi 6 e 7, d.l. n. 18 del 2020, relative alla trattazione degli affari giudiziari nella c.d. fase due dell’emergenza, e le disposizioni introdotte in sede di conversione del decreto “Cura Italia”, possano valere solo fino al 30 giugno 2020. Si torna dunque alla normalità grazie alla modifica inserita in Senato; si tratta, però, di un ritorno parziale, essendo improbabile ripristinare tutte le attività giudiziarie in tempi così celeri. La legge in commento specifica che non possono essere rinviate le udienze penali nei procedimenti nei quali i termini di durata massima della custodia cautelare scadano entro l'11 novembre 2020. Resta, altresì, invariata la possibilità fino al 31 luglio 2020 di depositare con modalità telematiche gli atti presso gli uffici del pubblico ministero che ne facciano richiesta, e che dispongano di servizi di comunicazione dei documenti informatici giudicati idonei dal ministero.

Nei procedimenti penali in Cassazione si riequilibra la parità delle parti e il contraddittorio, consentendo non solo al ricorrente, ma anche al Procuratore generale e alle altre parti private di chiedere la discussione orale, evitando così che la causa sia trattata in camera di consiglio, con modalità da remoto, senza la partecipazione del Procuratore generale, ai sensi dell’art 3, comma 1, lett. d), d.l. n. 28 del 2020.

In sede civile, invece, si elimina la previsione che fino al 31 maggio consentiva di effettuare da remoto gli incontri tra genitori e figli in spazio neutro, disponendo che dal 1° giugno deve essere garantita la continuità degli incontri tra genitori e figli in presenza, e garantendo il distanziamento sociale; solo quando ciò non sia possibile si deve procedere con collegamenti da remoto. La sospensione degli incontri, infatti, è ammissibile solo «nei casi in cui si è in presenza di taluno dei delitti di cui alla l. 19 luglio 2019, n. 69» (delitti di violenza domestica e di genere elencati dal c.d. Codice rosso).

Resta confermata, invece, la proroga al 1° settembre 2020 dell’entrata in vigore della disciplina delle intercettazioni - introdotta dal d.lgs. 29 dicembre 2017, n. 216 (c.d. riforma Orlando) e ulteriormente modificata dalla l. 28 febbraio 2020, n. 7 - le cui norme si applicheranno alle iscrizioni di reato successive al 31 agosto 2020.

Alcune misure urgenti previste dal d.l. n. 28 del 2020, o introdotte nel corso dell'esame parlamentare, riguardano gli istituti penitenziari, il trattamento dei detenuti e la disciplina che ne consente, in situazioni particolari, la collocazione extra-muraria. In merito, la l. n. 70 del 2020 permette l’utilizzo dei droni da parte della polizia penitenziaria come ausilio alla vigilanza degli istituti penitenziari (art. 1-bis), e modifica la disciplina dei permessi di necessità e della detenzione domiciliare c.d. “in deroga”, cioè sostitutiva del differimento dell'esecuzione della pena (di cui agli artt. 30-bis e 47-ter, l. 26 luglio 1975, n. 354).

Tale modifica impone che i giudici di sorveglianza debbano richiedere un parere obbligatorio al Procuratore antimafia relativo a collegamenti con la criminalità organizzata ed alla pericolosità del soggetto. Tale parere è richiesto solo al Procuratore distrettuale, nel caso in cui la decisione riguarda l'autore di uno dei gravi reati elencati nell'art. 51, comma 3-bis e comma 3-quater, c.p.p.; mentre è richiesto anche al Procuratore nazionale, se il detenuto è sottoposto al regime detentivo speciale dell’art. 41-bis ord. penit.

Il provvedimento prevede inoltre l'obbligo di revoca di detenzione domiciliare "in deroga" quando vengano meno le condizioni per le quali era stata concessa (art. 2); concede la corrispondenza telefonica delle persone detenute una volta al giorno (in luogo di una volta a settimana) in presenza di figli minorenni o maggiorenni portatori di una disabilità grave, e nei casi in cui la corrispondenza telefonica si svolga con il coniuge, con il convivente, con i genitori, i fratelli o le sorelle del condannato, se questi siano ricoverati presso strutture ospedaliere.

L'autorizzazione non può essere concessa più di una volta a settimana ai detenuti che abbiano commesso un grave delitto (art. 4-bis, comma 1, primo periodo, ord. penit.) e per i quali si applichi il divieto dei benefìci ivi previsto. Tale disciplina non si applica ai detenuti sottoposti al regime speciale ex art. 41-bis ord. penit. (ai sensi dell’art. 2-quinquies).

Per i detenuti sottoposti al regime di cui all’art. 41-bis ord. penit., la l. n. 70 del 2020 conferma la prerogativa del colloquio riservato al Garante nazionale dei detenuti. Il provvedimento concede la possibilità ai garanti regionali di effettuare colloqui e vieta ai garanti locali di effettuare colloqui con i detenuti sottoposti al regime speciale. Viene lasciata loro solo la possibilità di effettuare una visita accompagnata agli istituti di pena collocati nell'ambito territoriale di competenza (art. 2-sexies).

Inoltre, come anticipato in premessa, la principale modifica apportata nel corso dell'esame parlamentare è l'inserimento, in sede di conversione, del d.l. n. 29 del 2020. In particolare, incorporando il contenuto di tale decreto, la l. n. 70 del 2020 stabilisce che i giudici di sorveglianza valutino l'effettiva permanenza dei motivi legati all'emergenza sanitaria nell’ammissione alla detenzione domiciliare, o nel differimento dell'esecuzione della pena per motivi connessi all'emergenza sanitaria da Covid-19, nei confronti di persone condannate o internate per determinati gravi delitti e relativamente ai provvedimenti adottati a partire dal 23 febbraio 2020.

Rispetto al contenuto del d.l. n. 29 del 2020, nel corso dell'esame parlamentare sono state introdotte disposizioni volte a rafforzare le garanzie per il recluso cui venga revocata in via provvisoria, dal magistrato di sorveglianza, la misura alternativa. Viene stabilito che il tribunale di sorveglianza decida sull’ammissione alla detenzione domiciliare (o sul differimento della pena) entro trenta giorni dalla ricezione del provvedimento di revoca. Il mancato intervento della decisione del tribunale nel termine prescritto, determina la perdita di efficacia del provvedimento di revoca (art. 2-bis). È previsto l’obbligo di una revisione periodica, da parte del pubblico ministero, dell’effettiva permanenza dei motivi, legati all'emergenza epidemiologica in corso, che hanno determinato la sostituzione della custodia cautelare in carcere con la misura degli arresti domiciliari nei confronti di imputati per i medesimi gravi delitti di cui all'art. 2 (ai sensi dell’art. 2-ter). Inoltre vengono disciplinati i colloqui in carcere nel periodo compreso tra il 19 maggio e il 30 giugno 2020. Tali colloqui possono essere svolti a distanza ed i detenuti di possono vedere i propri congiunti almeno una volta al mese.


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