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Rassegna bibliografica

di Giuseppe Mastromarco

E. Conforti-A. Mari-M. Mosetti, Persona offesa e processo penale. Facoltà, diritti e protezione nell’evoluzione normativa e giurisprudenziale, Milano, Giuffrè Francis Lefebvre, 2022, pp. XIV-495

Le facoltà e le prerogative della persona offesa dal reato rappresentano un tema in costante evoluzione. Dalla direttiva europea n. 29/2012, passando per il c.d. “Codice Rosso” del 2019, sino alla recentissima l. n. 134/2021, il ruolo di questo soggetto processuale va mutando, perlopiù, nella direzione di un ampliamento delle funzioni di stimolo e partecipazione che strutturalmente gli afferiscono nella dinamica processuale. Una parabola ascendente e, dunque, in controtendenza con l’iniziale indifferenza dell’ordinamento nei riguardi del soggetto passivo del reato.

Il volume di Conforti, Mari e Mosetti mira ad approfondire i profili evolutivi della disciplina, rivolgendosi tanto all’attenzione dello studioso quanto a quella dell’operatore pratico.

segue

Il testo si snoda lungo due direttrici: da un lato, si analizza la vicenda “storica” del soggetto processuale de quo; dall’altro, se ne scandagliano i poteri e le facoltà, seguendo il corso del processo penale. Così, il lettore ha la possibilità di esaminare la gamma di strumenti disponibili a presidio degli interessi della vittima, fase per fase del procedimento.

Dopo un’introduzione dedicata all’evoluzione normativa, il testo si articola in quattro sezioni distinte. La prima concerne la fase investigativa: oltre all’inquadramento generale della figura, è degno di nota pure il focus sulla posizione degli enti esponenziali, capaci di far confluire nel processo interessi collettivi. Del pari, estremamente dettagliato l’affondo sull’opposizione all’archiviazione: non a caso, il principale mezzo “reattivo” di cui l’offeso disponga nel corso delle indagini preliminari.

La seconda sezione attiene alla fase dibattimentale e ai riti speciali; l’attenzione si concentra sulle modalità di partecipazione della vittima al processo penale. Al capitolo sulla parte civile segue quello relativo al responsabile civile e al civilmente obbligato per la pena pecuniaria. Si apprezzano, quindi, le differenze perduranti e quelle che vanno assottigliandosi, tra lo statuto della persona offesa e quello della parte civile.

Si prosegue con la disamina di un profilo di grande attualità giuridica: la condizione di particolare vulnerabilità, di cui all’art. 90-quater c.p.p., esito dell’implementazione, intervenuta nel 2015, della citata direttiva del 2012. Tanto, nell’ambito di una più ampia sezione, deputata all’indagine sul rapporto tra la vittima e la vicenda probatoria. Si comprende, dunque, come il ruolo processuale della vittima non sia più ridotto alla mera prospettazione di pretese risarcitorie. Se l’ottenimento di un ristoro è senz’altro rilevante per il danneggiato dal reato, non è certo l’unico interesse veicolato dalla sua partecipazione al giudizio. La vittima può infatti assumere quello che gli autori definiscono un “ruolo attivo” (e, [continua ..]

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